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Determinazione dei punti nodali di un’imbarcazione

 01.11.2002 – Nautica n.487 – di Stefano Beltrando
L’analisi completa di un’imbarcazione si esegue su diversi elementi. Per nostra comodità al momento utilizziamo sulle barche a vela i seguenti componenti: coperta. attrezzatura, opera morta, opera viva, recesso chiglia, asse timone. paratie, timone, chiglia, albero, boma, tangone. Sulle barche a motore invece generalmente abbiamo:
coperta. attrezzatura, opera morta. opera viva, asse elica, timone, zona dimpatto, attacco motore.
Coperta: La lettura dei punti sulla coperta è fatta da prua verso poppa e da sinistra verso dritta, a iniziare dalla falchetta verso il piano di simmetria (la parte mediana della barca) per proseguire verso la falchetta opposta. La prima scansione avviene ad una quota di 100 millimetri rispetto al bordo (faIchetta) della barca verso l’interno sulla coperta; su questa linea, in corrispondenza d’ogni candeliere, è rilevato un punto. Arrivati a poppa si riparte da prua. La seconda scansione e le successive sono a 500 millimetri dalla precedente fino alla linea mediana; anche su questa, da prua verso poppa, rileviamo i punti sempre in corrispondenza dei candelieri. Proseguiamo quindi sull’altra metà di coperta dall’interno verso l’esterno, ovvero dal piano di simmetria verso la falchetta di dritta, sempre da prua verso poppa; rileviamo gli spettri a ogni incrocio tra le linee dei candelieri e le linee parallele alle falchette.
Attrezzatura: L’area intorno all’attrezzatura di coperta è analizzata singolarmente. Il sistema adottato in questo caso è dato da quattro assi; il primo normale all’asse longitudinale della barca, il secondo perpendicolare al primo e gli altri due ruotati di 45° rispetto ai primi due. Sull’intersezione di questi assi, a una distanza di 50 millimetri dall’oggetto, rileviamo la prima scansione di otto punti. La seconda scansione, sempre di otto punti, è presa 100 millimetri più esternamente, I punti si rilevano e si memorizzano in senso orario cominciando da quello più a prua. In modo analogo operiamo anche in prossimità di bitte, carrelli randa, rotaie genoa, mastra albero.
Opera morta e opera viva: La raccolta dei punti sull’opera morta dello scafo è sempre riferita, per un più facile rilievo, ai candelieri. Questi ci permettono di avere un riferimento fisso lungo tutto lo scafo. La lettura dei punti avviene dall’alto verso il basso, in altre parole dal bottazzo verso l’opera viva, e sempre da prua verso poppa. In corrispondenza di ogni sezione trasversale, quindi di ogni candeliere, dal bottazzo o nell’immediata vicinanza rileviamo il nostro primo punto: quindi si scende sempre in corrispondenza della sezione di 500 millimetri e si prende il successivo punto e così a seguire fino alla linea di galleggiamento. Stessa procedura per l’opera viva, partendo dall’ultimo punto rilevato sull’ opera mc a a scendere verso la parte mediana dello scafo. sempre da prua verso poppa su ogni sezione in corrispondenza dei candelieri. In presenza di ombrinali o prese a mare la procedura è con il reticolo a circonferenze concentriche, questo tipo di schema ci permette di analizzare l’area dell’intorno con accuratezza. La prima circonferenza è a 50 millimetri dal foro o dall’oggetto da analizzare la seconda 100 millimetri più esterna alla prima. Su queste due circonferenze sistemiamo quattro assi, i primi due. ortogonali tra loro sono normali all’asse longitudinale dello scafo; la seconda coppia ruotata di 45° rispetto alla prima. La lettura avviene sull’incrocio degli assi con le circonferenze. Il primo punto èquello sulla circonferenza più interna posto verso prua, proseguiamo con i successivi in senso orario. Finita questa prima scansione di otto punti passiamo a quella più esterna e sempre da prua verso poppa in senso orario facciamo la seconda serie di otto punti.
Recesso chiglia: Dal punto a prua dell’attacco della chiglia collochiamo il primo asse trasversale il secondo verso poppa a 300 millimetri e così a continuare fino alla fine dell’area della chiglia. Sull’incrocio di questi a andiamo a leggere i punti. La lettura avviene da prua verso poppa, prima su un lato, procedendo come descritto sopra.
Asse timone: La zona di uscita dell’asse del timone è rilevata con una griglia di reticolo 300 millimetri su un’area quadrata lato 1200 millimetri. La procedura per la lettura dei punti come per le altre analisi già fatte prevede di iniziare dal punto mediano verso prua posto quadrato più interno. Da questo punto incominciamo la lettura in senso orario. Finita la prirma scansione sul quadrato intero passiamo a quello esterno procedendo come per il precedente.
Paratie: La procedura di controllo di una paratia avviene su una linea di riferimento spostata verso il centro della paratia a una distanza di 300 millimetri dal suo incollaggio con lo scafo. Su que sta linea rileviamo dieci punti in senso orario. L’operazione ripetuta su entrambi i lati.
Timone: La griglia adottata per i timoni, ha come punto di riferimento il bordo di ingresso. A 50 millimetri da esso tracciamo il primo asse parallelo. A quote successive di 150 millimetri tracciamo gli altri assi, in quantità necessaria a mappare tutto il timone. Proseguiamo tracciando gli assi trasversali ogni 250 millimetri dalla testa del timone. Quindi sugli incroci degli assi rileviamo i punti.
Albero: L’analisi dell’albero dipende dal tipo di costruzione adottata. Per cui diamo un’indicazione minima di punti da controllare lungo il profilo. L’analisi avviene controllando cinque punti per sezione all’altezza d’ogni metro dal basso verso l’alto. Adottiamo due diverse procedure di raccolta dei dati a seconda che l’albero sia a riva (in posizione sulla barca) o a terra su cavalletti.
Nel primo caso, la raccolta dei dati si può ipotizzare leggendo tutti i cinque punti sulla sezione partendo dalla faccia anteriore dell’albero e rilevando in senso orario dal basso verso l’alto.
Nel caso dell’albero a terra, per comodità rileviamo prima tutto un lato e poi passiamo all’altro. Partendo dal piede dell’albero rileviamo i punti ad ogni 1000 millimetri partendo dalla faccia anteriore e passando a quello sulla faccia laterale per poi passare a quello vicino alla canalina, rotaia della randa. Si passa quindi alla sezione successiva e così via fino alla testa dell’albero.
La lettura dei punti sulle crocette si esegue sulle due facce. Raccogliamo sei punti per faccia: quattro sulla parte terminale vicino all’ attacco delle sartie, uno a metà della crocetta e l’ultimo sull’attacco con l’albero. I punti hanno come asse di riferimento l’asse longitudinale della crocetta.
Per ogni attacco di attrezzatura sull’albero si controllano quattro punti nel suo intorno. Più precisamente a una distanza di 30 millimetri dall’oggetto o attacco o passaggio di manovre, facciamo una lettura della struttura cominciando dal primo punto posto verso l’alto per continuare in senso orario.
Boma: Come per l’albero, l’analisi che viene effettuata sul boma dipende dal tipo di costruzione. Pertanto, l’analisi di seguito descritta è generica e prende in esame tutte quelle zone in cui vengono a verificarsi usualmente le anomalie. Il boma può essere diviso in due facce (dritta e sinistra). Iniziamo a raccogliere i punti dalla trozza (punto di attacco del boma con l’albero) e procediamo verso la varea (termine del boma). Ad ogni metro sulle due linee di riferimento longitudinali rileviamo un punto. L’acquisizione dei punti è dall’alto verso il basso. Esaminiamo alcuni punti in più nelle zone della trozza, dell’attacco del vang e dell’attacco dei bozzelli della randa. Questi elementi li analizziamo con quattro punti nell’intorno, partendo da quello posizionato più in alto e procedendo in senso orario con la raccolta degli altri punti. L’area di attacco con la bugna della randa la controlliamo con una serie di punti equidistanti tra loro, di 100 millimetri, partendo da una distanza di 50 millimetri dalla varea.
Tangone: L’analisi del tangone, come per il resto delle antenne, dipende dal tipo di costruzione. In questo caso si può sintetizzare il metodo di raccolta dei punti analizzando quattro punti ogni metro. La procedura di raccolta e memorizzazione dei punti parte da un’estremità, raccogliendo le prime quattro stazioni per continuare poi con le successive.
Pubblicato in Rassegna Stampa
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