VESTAS MISSION IMPOSSIBLE

VESTAS MISSION IMPOSSIBLE

Penso saremo tutti daccordo nel riconoscere che Vestas nella Volvo Ocean Race non abbia avuto particolare fortuna nelle ultime due edizioni. Un naufragio rocambolesco nell’edizione 2014-15 ed un grave incidente ad Hong Kong culminato con la morte di un pescatore nell’edizione in corso.

Dietro le quinte di questo sfortunato team invece si sono consumate delle performance titaniche da parte dello shore team e del Boatyard, ovvero la struttura incaricata dell’assistenza tecnica alle imbarcazioni. Le fasi del recupero e ricostruzione di Vestas dopo il reef del 2015 erano state debitamente mostrate e pubblicizzate, un po’ meno le fasi che hanno riportato il 65’n°4 ad essere rivarato in perfetta forma ad Aukland, pronto per riprendere il mare nella tappa più dura: dalla Nuova Zelanda al Brasile.

Immediatamente dopo l’impatto e dopo le prime analisi svolte dalla QI ad Hong Kong il piano per riportare in acqua Vestas si è delineato chiaramente; l’estensione e la gravità del danno hanno reso necessario l’intervento del cantiere Persico di Nembro già costruttore di tutti gli scafi e detentore dello stampo per realizzare una “fetta” di scafo di circa 6×3 metri .

Questa porzione di scafo è poi stata mandata in aereo ad Auckland presso il cantiere Yachting Development, luogo in cui nel frattempo via nave e camion era arrivata da Hong Kong Vestas.

La motivazione dietro ad un’operazione così costosa e logisticamente complessa risiede nella necessità di garantire la monotipia al 100% della flotta sia in termini di performance, che di sicurezza e perché no estetica. Aver realizzato la porzione mancante in stampo femmina in preimpregnato sotto vuoto e cotto in forno ha garantito l’uniformità della parte nuova con la vecchia, la pressoché totale assenza di stucco e la certezza delle prestazioni strutturali.

Il personal e coinvolto fisicamente nei lavori è stato interamente fornito da Persico e dal Boatyard. In circa un mese si è prodotta la prua sinistra di un 65’ in Italia, la si è spedita in Nuova Zelanda , si è rimossa la parte danneggiata facendo delle opportune finestre nelle strutture interne in modo da non doverle rimuovere, si è attaccata la prua, attaccate le strutture (nel caso in questione si tratta di 2 paratie e 2 longitudinali), riverniciata la barca e varata nel Viaduct Basin in concomitanza con il varo delle 6 gemelle. Niente male come velocita, che ne pensate?

il boatyard

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.